Appunti · 24 agosto 2026
Meta rimuove i placement manuali: cosa cambia per chi fa advertising
7 min di lettura
Meta sta togliendo dagli ad set la possibilità di escludere singoli placement, intere piattaforme, tipi di dispositivo e sistemi operativi. L'avviso è comparso nella sezione Posizionamenti di Ads Manager e non contiene una data. Restano due leve: le value rules, che aggiustano l'offerta invece di spegnere il posizionamento, e i controlli dell'account.
Chi lavora su Meta da qualche anno ha già visto questo film. Prima le esclusioni del targeting dettagliato, poi Advantage+, adesso i posizionamenti. Ogni volta la reazione è la stessa: ci stanno togliendo il controllo.
Vale la pena guardare meglio cosa viene tolto, perché non è quello che sembra.
Cosa Meta sta rimuovendo dagli ad set
L'avviso riguarda quattro impostazioni che oggi vivono dentro l'ad set:
- l'esclusione di singoli posizionamenti (Audience Network, Reels, Marketplace e gli altri);
- l'esclusione di un'intera piattaforma con tutti i suoi posizionamenti, per esempio "solo Instagram";
- la limitazione ai soli dispositivi mobile o desktop;
- il targeting per sistema operativo, iOS o Android.
Non è arrivato un annuncio ufficiale con una data. La notifica compare direttamente in Ads Manager ad alcuni account, il che di solito significa rollout graduale nell'arco di settimane o mesi. La stessa dinamica ha accompagnato la rimozione delle esclusioni nel targeting dettagliato.
Nel frattempo la scelta fra Advantage+ e posizionamenti manuali resta, ma senza la possibilità di togliere pezzi: puoi ancora dire a Meta dove vorresti stare, non più dove non vuoi stare.
Cosa resta per orientare la delivery
Due strumenti, con logiche molto diverse fra loro.
Le value rules sono moltiplicatori di offerta: dicono a Meta quanto sei disposto a pagare in più o in meno per una conversione ottenuta in un certo contesto. Puoi creare fino a 10 regole, ognuna con al massimo 2 criteri, e i posizionamenti selezionabili sono sette. Meta le ha rese disponibili in modo esteso a partire da giugno 2025 per gli obiettivi Vendite e Promozione dell'app.
Vale la pena leggere l'avvertenza che Meta stessa mette nella documentazione: usare le value rules può far salire il costo per risultato complessivo. Meta non quantifica di quanto. Quello che dichiara è l'ampiezza dell'aggiustamento possibile sull'offerta, che va da -90% a +1.000%. Non è uno strumento da attivare per abitudine.
I controlli dell'account sono l'altra leva. Nelle impostazioni pubblicitarie esiste una sezione dedicata ai posizionamenti che permette di escluderli in modo trasversale. Qui la differenza è di portata: non stai spegnendo un posizionamento in una campagna, lo stai spegnendo ovunque, su tutto quello che l'account manda in asta.
Perché l'esclusione è diventata un'eccezione, non una tecnica
Il fatto che l'unico interruttore rimasto sia quello dell'account dice qualcosa di preciso su come Meta vuole che venga usato.
Un'esclusione trasversale è una decisione di brand safety o di policy aziendale: non voglio comparire in un certo ambiente, punto. Un'esclusione dentro il singolo ad set era un'altra cosa, era ottimizzazione quotidiana. Guardo il breakdown, vedo un posizionamento che non mi piace, lo tolgo.
Meta aveva già provato a scoraggiare quella pratica per gradi. Prima sono arrivati gli avvisi quando escludevi un posizionamento. Poi, sulle campagne Vendite e Contatti, una casella che consente alla piattaforma di spendere fino al 5% del budget dell'ad set su ciascun posizionamento escluso, quando ritiene che possa migliorare la performance. Un'esclusione che non escludeva del tutto.
Adesso il passaggio successivo: l'interruttore sparisce e resta la valutazione economica.
Il problema quasi mai era il posizionamento
Qui sta la parte che mi interessa di più, e non riguarda l'interfaccia.
Prendi una campagna Traffico ottimizzata sui click sul link. Dopo qualche giorno apri il breakdown e scopri che una fetta consistente del budget è finita su un posizionamento che produce moltissimi click a costi bassissimi. La reazione istintiva è escluderlo.
Ma Meta ha fatto esattamente quello che gli hai chiesto. Gli hai detto di trovare click al minor costo possibile e ha trovato l'ambiente in cui quei click costano meno. Il sistema non ha sbagliato: ha vinto la partita che gli hai assegnato.
Il posizionamento era il sintomo. L'obiettivo di ottimizzazione era la causa.
È una distinzione che cambia il lavoro. Se il problema è il posizionamento, la soluzione è una checkbox. Se il problema è l'obiettivo, la soluzione è ripensare cosa stai chiedendo alla piattaforma di massimizzare. E quella checkbox non ti sarebbe servita comunque.
Il punto vale ben oltre questo esempio. Un sistema può essere efficientissimo nel raggiungere l'obiettivo che gli hai dato e produrre, nello stesso momento, risultati che al business non servono.
CTR alti, click a pochi centesimi, lead a basso costo, visualizzazioni a valanga. E una campagna che non sposta niente.
Perché il risultato vero sta altrove: qualità del lead, appuntamenti fissati, vendite chiuse, margine, valore del cliente nel tempo. Se Meta riceve solo un segnale di superficie, cercherà il modo più economico di produrlo. È il comportamento corretto di un sistema che ottimizza.
Ed è questo che rende l'automazione potente e pericolosa allo stesso tempo. Più deleghi, più il segnale che passi diventa l'unica cosa che conta.
Cinque cose che ora pesano più del posizionamento
Se la leva del "dove" si accorcia, quella del "cosa" si allunga. In ordine di impatto:
- L'evento di ottimizzazione. È la decisione che determina tutto il resto. Ottimizzare su un lead form compilato e ottimizzare su un lead qualificato dal commerciale producono due campagne diverse, con lo stesso budget e le stesse creatività.
- La Conversions API con i dati veri. Non la CAPI installata per alzare il match quality e poi lasciata lì. Quella che rimanda indietro cosa è successo dopo: l'appuntamento fissato, il preventivo accettato, il contratto firmato.
- I valori economici delle conversioni. Se tutte le conversioni valgono 1, stai chiedendo a Meta di massimizzare il numero. Se valgono quello che valgono davvero, gli stai chiedendo di massimizzare il fatturato. Sono due obiettivi diversi.
- Il ritorno dal CRM. Le vendite che si chiudono a 30, 60, 90 giorni sono l'unico modo che ha la piattaforma di capire quali contatti valevano qualcosa. Senza quel ritorno, ottimizza su una fotografia del primo giorno.
- La varianza creativa. Se Meta decide da solo dove mostrare l'annuncio, servono creatività che reggano in contesti diversi. Feed, Stories e Reels non si guardano allo stesso modo: un 4:5 pensato per il feed viene adattato tecnicamente al verticale, ma adattato non vuol dire efficace. Il problema non si risolve con un'ads da distribuire ovunque, si risolve con un insieme di asset che permetta al sistema di trovare la combinazione giusta fra persona, messaggio, formato e contesto.
Meta ci sta togliendo il controllo?
Ci sta togliendo il micro-management, che è un'altra cosa.
Per anni abbiamo misurato il controllo in numero di impostazioni modificabili: più leve avevi, più sembrava di guidare. In un sistema che decide da solo la distribuzione, quella misura non funziona più.
Il controllo adesso è la qualità di ciò che dai in pasto al sistema. Quali eventi, con quali valori, con quale ritorno dal mondo reale, con quante creatività diverse.
La domanda utile non è più dove sta spendendo Meta. È perché Meta ritiene conveniente spendere lì, e se gli stai dando abbastanza informazioni per capire cosa genera valore nel tuo business.
Un algoritmo trova in fretta quello che gli chiedi. La competenza che vale sarà sempre più capire cosa vale la pena chiedergli.
Domande frequenti
Quando entra in vigore la rimozione dei placement manuali? Meta non ha comunicato una data. L'avviso compare in Ads Manager su base graduale, account per account, come già successo con le esclusioni del targeting dettagliato.
Posso ancora escludere Audience Network? Dentro l'ad set no, una volta completato il rollout. Puoi farlo dai controlli dei posizionamenti nelle impostazioni dell'account, ma vale per tutte le campagne di quell'account, non per una sola.
Le value rules sostituiscono l'esclusione dei placement? Non del tutto. Un'esclusione impediva la delivery, una value rule ne cambia solo la convenienza: Meta può ancora comprare quell'impressione, se il valore corretto lo giustifica. Le regole sono al massimo dieci, con due criteri ciascuna, e Meta avverte che il costo per risultato complessivo può salire.
Conviene passare ad Advantage+ placements? Se non hai un motivo documentato per escludere un posizionamento, ci sei già di fatto. Il lavoro utile ora sta a monte: evento di ottimizzazione, valori delle conversioni, ritorno dal CRM, varianza creativa.
Perdo performance se non posso più escludere i posizionamenti peggiori? Dipende da cosa rendeva "peggiore" quel posizionamento. Se il giudizio nasceva da una metrica di superficie, l'esclusione stava correggendo il sintomo di un obiettivo di ottimizzazione sbagliato.
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Davide Cosmai
Meta Ads Expert & Growth Strategist · Meta Business Partner. 15+ anni su campagne Meta. €52M+ revenue generati per i clienti.