Appunti · 10 settembre 2026
ChatGPT Ads: quando la pubblicità diventa parte della conversazione
16 min di lettura
ChatGPT Ads è il sistema pubblicitario di OpenAI: annunci etichettati che compaiono sotto la risposta di ChatGPT, scelti soprattutto dal contesto della conversazione in corso invece che dal profilo della persona. Li vedono solo gli utenti dei piani gratuito e Go. Da fine agosto si comprano anche dall'Italia, dal pannello di OpenAI, senza passare da un'agenzia.
Il pannello si apre, la carta la inserisci, la prima campagna la costruisci in una sola seduta.
Il problema arriva dopo, quando cerchi le impostazioni che usi da anni su Meta. Il pannello ti offre tre leve e basta: dove (paese, e dove è supportato anche regione, città, area metropolitana e CAP), su quale piattaforma, e quali pubblici personalizzati includere o escludere. Interessi, fasce d'età e pubblici simili costruiti su una lista non sono fra le opzioni.
Al loro posto c'è un campo che si chiama context hints e che ti chiede una cosa a cui non sei abituato: non chi vuoi raggiungere, ma quando il tuo prodotto serve.
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Dieci pagine: struttura delle campagne, context hints, specifiche degli annunci, minimi di budget per valuta, checklist di tracciamento con la stringa UTM pronta e un piano di test di trenta giorni.
Scarica il PDF →Chi vede questi annunci, e chi no
Gli annunci compaiono a chi usa ChatGPT nei piani Free e Go. Non li vede chi paga Plus, Pro o un piano business, e non li vedono gli account identificati come under 18, in base all'età registrata sull'account e alla stima dell'età dove disponibile. Gli annunci sono etichettati, stanno separati dalla risposta e non la influenzano; agli inserzionisti non arrivano chat, memoria o dati personali di chi le scrive.
C'è anche una regola di contesto, e vale la pena conoscerla prima di pianificare: OpenAI dichiara di tenere gli annunci fuori dalle conversazioni sensibili e dagli ambienti non adatti a un marchio, secondo le sue policy pubblicitarie.
Prima di qualsiasi altra considerazione, chiediti dove sta il tuo pubblico. Se vendi a chi lavora tutto il giorno con l'AI, molti di loro hanno l'abbonamento e non ti vedranno mai. Se vendi a chi sta scegliendo le piastrelle del bagno, le probabilità cambiano parecchio.
Nessuno te lo dirà con questa chiarezza mentre ti spiega quanto è promettente il canale.
Come fa ChatGPT a scegliere quale annuncio mostrarti
Legge la conversazione in corso. OpenAI lo dichiara nella sua informativa privacy europea: il sistema pubblicitario usa il contesto della chat corrente, insieme ad altre informazioni disponibili, per scegliere gli annunci più pertinenti a una data richiesta.
Per chi ha dato il consenso alla personalizzazione entrano anche le conversazioni passate e gli annunci con cui ha già interagito. Per chi non l'ha dato restano annunci generici, scelti con quel poco che rimane: contesto della chat corrente, posizione, ora del giorno.
Su Meta descrivi una persona e speri che stia guardando il telefono. Qui non descrivi nessuno: aspetti che qualcuno pronunci il problema che risolvi. Il momento ha preso il posto del profilo.
I context hints, cioè la cosa nuova da imparare
Nella documentazione per inserzionisti la definizione è disarmante nella sua semplicità: i context hints danno informazioni aggiuntive su quando pensi che i tuoi annunci possano essere utili, e aiutano a guidare quando compaiono. Fornisci un elenco di descrizioni o parole per i casi in cui il tuo prodotto o servizio potrebbe servire.
L'esempio ufficiale è una lista di due voci: productivity, team collaboration.
Tre cose da tenere a mente, e la terza è quella che fa danni.
Non sono parole chiave a corrispondenza esatta. Non compri la query «software gestionale per idraulici», descrivi un territorio di conversazioni e il sistema decide.
Non garantiscono la comparsa su una domanda specifica. Nessuna promessa di delivery, mai.
E soprattutto non sono la trasposizione dei tuoi interessi Meta. Se ci scrivi dentro «arredamento, design, casa» stai descrivendo categorie merceologiche, che è il modo di ragionare vecchio. Se ci scrivi «rifare la cucina in un appartamento in affitto», «scegliere fra due preventivi di un falegname», «capire se conviene il su misura», stai descrivendo momenti. È lì che il sistema ti riconosce.
Il resto delle leve è geografico: paese, e dove è supportato anche regione, città, area metropolitana e CAP. Più le piattaforme su cui far girare la campagna, app iOS, app Android e web, dove «web» comprende desktop e mobile insieme. E i pubblici personalizzati che carichi tu, per gli account che ne hanno diritto. Fine dell'elenco.
Un dettaglio che vale la pena sapere prima di leggere il primo report: compri su tre piattaforme ma i dati te li restituiscono su due. Insights raggruppa i device in Mobile e Desktop, e il mobile web finisce sotto Mobile insieme alle due app. Se vuoi sapere quanto ti è costato l'utente dell'app Android, oggi non lo sai: separa le campagne per piattaforma o rinuncia al dato.
Meta ti ferma, ChatGPT ti risponde
Qui sta la differenza vera, e non è tecnica.
Su Meta il tuo annuncio si mette in mezzo. La persona sta scorrendo il feed per distrarsi e tu la interrompi. Tutto quello che sai fare su quella piattaforma nasce da questo: il primo fotogramma che blocca il pollice, il gancio buttato lì subito, il contrasto che spacca la scrollata. È pubblicità da interruzione, ed è un mestiere difficile che hai imparato.
Dentro ChatGPT non c'è niente da interrompere. La persona ha scritto una domanda e sta aspettando una risposta. Se le arrivi addosso con un gancio urlato non sembri più bravo degli altri, sembri fuori posto: il tuo annuncio vive accanto a un testo pacato che sta spiegando qualcosa con ordine, e stonare lì dentro costa fiducia invece di guadagnare attenzione.
| Meta | ChatGPT | |
|---|---|---|
| Dove compare | nel feed, mentre scorri | dentro la conversazione che hai iniziato tu |
| Cosa interrompe | l'intrattenimento | niente: la domanda l'hai fatta tu |
| Cosa descrivi | la persona: interessi, età, comportamenti | il momento: quando il tuo prodotto serve |
| Chi sceglie il destinatario | il tuo targeting e l'algoritmo | il contesto della chat, più i tuoi context hints e, se la personalizzazione è attiva, altri segnali dell'account |
| Chi lo vede | chiunque | solo i piani Free e Go |
| Come ci arriva | distratto | sta valutando |
Due mestieri diversi che si chiamano con la stessa parola.
Come è fatta una campagna, e dove si sbaglia il bid
Tre livelli, come ti aspetti: campagna, gruppo di annunci, annuncio. Nella campagna metti obiettivo, budget, date, località e piattaforme. Nel gruppo di annunci metti tema, context hints e strategia d'offerta. Nell'annuncio, brand, titolo, testo, immagine e pagina di destinazione.
Gli obiettivi sono tre, ma le combinazioni sono quattro. CPM se paghi per mille impressioni e ti serve visibilità. CPC se paghi per clic valido e ti serve traffico. E poi c'è l'obiettivo Conversioni, che si compra in due modi: oCPC, dove paghi per clic valido e il sistema ottimizza verso le conversioni che seguono un clic, e oCPM, in beta, dove paghi per impressioni servite e l'ottimizzazione considera anche le conversioni che seguono una visualizzazione.
Una cosa che vale per tutti: obiettivo, modello di fatturazione ed evento di conversione non si cambiano dopo la creazione. Se hai sbagliato, si rifà la campagna.
Il budget ha due comandi che non sono la stessa cosa. Quello giornaliero è un obiettivo di erogazione, e la spesa di un singolo giorno può stare sopra o sotto. Quello complessivo è un tetto, ed è il controllo rigido. Per un primo test decidi prima il tetto, e lascia lavorare il resto dentro quel perimetro.
Poi c'è la trappola, quella che l'API documenta e che il pannello non ti grida in faccia. Nelle campagne a conversione il valore che scrivi nell'offerta massima non è il costo per clic: è quanto sei disposto a pagare per una conversione. Nel pannello si chiama Bid Cap, e OpenAI precisa che non è il prezzo della conversione né un CPA garantito: serve al sistema per competere nell'asta, e quanto paghi davvero lo decide l'asta.
Via API quel valore si esprime in milionesimi dell'unità di valuta: nell'esempio ufficiale cento dollari si scrivono 100000000. Un ordine di grandezza di troppo lì dentro dice al sistema una cosa diversa da quella che intendevi.
Le specifiche dell'annuncio, che sono più strette di quanto credi
| Elemento | Consigliato | Limite |
|---|---|---|
| Titolo | 16-24 caratteri | massimo 50 |
| Testo | 32-48 caratteri | massimo 100 |
| Immagine | quadrata, PNG o JPG | massimo 1200 × 1200, raggiungibile pubblicamente |
| Icona del brand | il tuo marchio, leggibile piccolo | almeno 128 × 128 |
| Pagina di destinazione | coerente con l'annuncio | valida, raggiungibile, non bloccata ai crawler di OpenAI |
Il nome dell'inserzionista e l'icona completano l'unità. Niente video, niente carosello: il formato standard si chiama scheda di chat. Ce n'è un secondo, il template di prodotto, che prende immagine e indirizzo da un feed e può mostrare anche il prezzo: serve a chi ha un catalogo, e non si scrive a mano annuncio per annuncio.
Cento caratteri sono meno di questa frase più quella precedente. Non c'è spazio per il preambolo, per la storia del fondatore, per il gancio e poi la promessa. C'è spazio per una cosa sola detta bene.
E c'è un requisito che passa inosservato e che vale doppio se ti occupi anche di posizionamento: la pagina di destinazione deve essere valida, raggiungibile e non deve bloccare gli user agent di OpenAI. Quali, esattamente, la documentazione lo scrive: OAI-AdsBot e OAI-SearchBot.
È il punto in cui si sbaglia più facilmente, perché i bot di OpenAI sono tre e fanno cose diverse. OAI-AdsBot riguarda la pubblicità, OAI-SearchBot serve a comparire nelle risposte di ChatGPT, GPTBot riguarda l'addestramento dei modelli. Puoi vietare GPTBot senza toccare né le tue campagne né la tua visibilità organica. Se invece nel robots.txt hai una regola che blocca tutto quello che comincia per OAI, hai appena spento la tua pubblicità.
Come si misura una conversione, e dove ci si fa male
Gli strumenti sono tre e ti conviene usarne almeno due.
Il pixel è uno snippet che metti sul sito e che chiami quando succede qualcosa: registration_completed per un'iscrizione, lead_created per una richiesta di contatto, order_created per un ordine. Gli eventi standard hanno nomi fissi, ma non è un elenco chiuso: puoi mandare un evento tuo dichiarandolo come custom e dandogli un nome da 1 a 64 caratteri, purché non coincida con uno standard. Gli eventi personalizzati però non possono diventare l'obiettivo di ottimizzazione di una campagna: per quello servono gli standard.
La Conversions API manda lo stesso evento dal tuo server, e serve perché il pixel è fragile. Blocchi pubblicitari, consenso negato, browser che tagliano gli script: ogni conversione che il browser non riesce a raccontare è una conversione che per la piattaforma non è mai esistita.
Poi c'è la deduplica, che tiene insieme le due gambe. Se mandi la stessa conversione da entrambe le parti con lo stesso identificatore di evento, OpenAI tiene la prima che arriva e butta la seconda. Senza quell'identificatore condiviso conti tutto due volte e ottimizzi su numeri gonfiati, che è peggio che non misurare affatto.
Un dettaglio che fa perdere soldi a chi arriva da Meta: anche qui il valore si manda in centesimi, come numero intero. Duemila euro si scrivono 200000. In euro dichiareresti lead da venti euro, e la piattaforma imparerebbe a cercarti clienti da venti euro.
Quanto tempo hai per attribuire una conversione
La finestra sul clic la decidi tu quando crei la conversione. Quella sulla visualizzazione no: è fissa a un giorno dopo l'impressione, e viene riportata come metrica separata a livello di campagna, fuori dal totale delle conversioni. Quando una conversione potrebbe essere attribuita a entrambi, vince il clic.
Qui però le due pagine di OpenAI non dicono la stessa cosa, e conviene saperlo. La documentazione delle metriche è netta: le conversioni da sola visualizzazione sono solo di reporting, e costo per acquisizione, tasso di conversione, offerte, fatturazione e ottimizzazione restano ancorati al clic. La pagina sulle campagne a conversione, più recente, dice che con oCPM l'ottimizzazione considera anche le conversioni successive a una visualizzazione.
La lettura ragionevole è che la prima pagina descriva il mondo prima di oCPM, che è in beta. Nel dubbio, la regola operativa non cambia: se compri a clic, guarda i numeri del clic.
Se vieni dalle finestre di Meta, dove la visualizzazione conta e pesa, questo impianto sembra timido. Per chi compra è una fortuna: i numeri su cui la piattaforma ottimizza sono in gran parte gli stessi su cui puoi ragionare tu, e non passi tre mesi a capire perché il pannello dice il doppio del gestionale.
Come cambia l'annuncio che scrivi
Ribalta l'ordine. Nel feed metti il gancio davanti e l'informazione utile dopo, perché prima devi meritarti lo sguardo. In una conversazione lo sguardo ce l'hai già: apri con la cosa utile.
Abbassa la voce. Il registro dell'annuncio deve poter stare in quella pagina senza sembrare arrivato da un'altra.
E prendi il materiale dal posto giusto. Le domande commerciali vere, le obiezioni, i confronti fra alternative, i criteri con cui la gente sceglie: le trovi nelle chiamate, nelle email, nel gestionale. Valgono più della trasposizione del tuo miglior annuncio Meta, che è nato per fermare qualcuno che non ti stava cercando.
A chi conviene provarlo adesso
Conviene se vendi qualcosa che le persone valutano prima di comprare. Software, servizi professionali, viaggi, formazione, arredamento, tutto ciò che produce la domanda «quale mi conviene?». È esattamente quello che si chiede a un assistente, con una franchezza che nella barra di ricerca non c'è mai stata.
Conviene meno se il tuo pubblico paga l'abbonamento, per il motivo detto all'inizio.
Un dato per pesare la scelta senza affidarsi all'entusiasmo: OpenAI ha dichiarato un miliardo di dollari di ricavi su base annua in meno di duecento giorni dal lancio, e dice che decine di migliaia di professionisti del marketing hanno già fatto pubblicità su ChatGPT. Sono numeri suoi, quindi valgono quel che valgono, ma dicono che non è un esperimento che chiude a Natale.
La cosa che oggi vale di più non è la conversione che porti a casa questa settimana. È capire come si comporta il canale mentre i tuoi concorrenti stanno ancora leggendo gli annunci degli altri.
Domande che mi fanno sempre
ChatGPT Ads è disponibile in Italia?
Sì. L'Italia è fra i 31 mercati europei dell'espansione annunciata il 18 agosto 2026, partita la settimana successiva. Dal 31 agosto compri in autonomia dal pannello.
Quanto costa partire con ChatGPT Ads?
Una soglia c'è, ed è pubblicata: il budget giornaliero minimo per un account che fattura in euro è 15 euro, e cambia per ogni valuta. Sul bid, per le campagne a clic OpenAI consiglia di partire da un massimo di 3-5 dollari per clic. Il resto lo decidi tu.
Serve il pixel per fare campagne su ChatGPT Ads?
Per mostrare gli annunci no. Per ottimizzare sì: senza pixel o Conversions API la piattaforma non ha un evento verso cui spingere, e nel pannello leggi solo impressioni, clic, spesa, CTR, CPC e CPM. Le conversioni puoi comunque vederle da fuori, perché i parametri UTM sopravvivono al clic e finiscono nei tuoi analytics e nel CRM. Quello che perdi è l'ottimizzazione, non la misurazione.
I context hints sono parole chiave?
No. Non sono a corrispondenza esatta e non garantiscono la comparsa su una domanda specifica. Descrivono quando il tuo prodotto è utile, non cosa la persona digita.
Posso sommare le conversioni di ChatGPT a quelle di Meta?
No. Finestre diverse, modelli diversi. Tienile separate e guarda il totale delle richieste vere che ti arrivano, che è l'unico numero che paga le bollette.
Dove compaiono esattamente gli annunci dentro ChatGPT?
Sotto la risposta, come una scheda etichettata e separata dal testo generato: nome dell'inserzionista, icona, titolo, testo, immagine e pagina di destinazione. Non esistono video, caroselli o formati a schermo intero. Chi ha un catalogo può usare un secondo formato, il template di prodotto, che prende immagine e indirizzo dal feed e può mostrare il prezzo.
Gli annunci cambiano le risposte di ChatGPT?
No. OpenAI dichiara che la risposta è generata per conto suo e che la pubblicità non la influenza: l'annuncio sta accanto alla risposta, non dentro. È il primo dei principi pubblicitari che OpenAI ha pubblicato, e regge anche la parte commerciale del discorso: un motore di risposte che vende le risposte perde il motivo per cui la gente lo usa.
Chi non vede gli annunci?
Chi paga Plus, Pro o un piano business, e gli account identificati come under 18. Se il tuo pubblico è fatto di professionisti che usano ChatGPT tutto il giorno, una parte consistente ha l'abbonamento e con questo canale non lo raggiungi.
La guida operativa
Questo articolo spiega come ragiona la piattaforma. Se devi metterci le mani, la guida è la stessa che trovi in cima: la scarichi in PDF, oppure la leggi in pagina.
ChatGPT Ads: la guida operativa
Dieci pagine da tenere aperte mentre costruisci la prima campagna.
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Fonti
OpenAI, ChatGPT Ads expands across Europe (18 agosto 2026, aggiornato il 31) · Our approach to advertising (16 gennaio 2026) · Europe privacy policy · Campaign Targeting · Ad Groups API · Ads API · Files API · Measurement Pixel · Conversions API · Overview of OpenAI crawlers. OpenAI Help Center, Launch Campaigns (specifiche di titolo, copy, immagine e landing) · Create Campaigns for ChatGPT Ads (piattaforme e reporting per device) · Create Ads for ChatGPT Ads · Ads in ChatGPT: The Basics (chi vede gli annunci, selezione, prezzi, misurazione) · Conversion-optimized Campaigns (oCPC, oCPM e Bid Cap) · Maximize Results Bid Strategy · Ad Policies. OpenAI Developers, Product Feeds · Image Tag. Digiday, OpenAI's ChatGPT ads business hits $1 billion run rate (31 agosto 2026).
Davide Cosmai
Meta Ads Expert & Growth Strategist · Meta Business Partner. 15+ anni su campagne Meta. €52M+ revenue generati per i clienti.